METALLO NON METALLO

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Stefano è una bravo ragazzo di Ceccano, persona pulita, gentile. E’ un accanito metallaro. In teoria è un mio cliente, in pratica fa molta fatica ad ambientarsi nel mio negozio. Fin dalla prima volta mi ha sempre criticato in modo schietto ma aspro. “Perché non c’è un reparto HM?”. Per HM lui intende l’heavy metal puro, senza fronzoli. Di solito, nei negozi di dischi medio-grandi, c’è il cosiddetto reparto hard & heavy, qualche volta sostituito da un più generico e incoerente punk & metal. Non da queste parti, dove i CD metal sono compresi nel reparto del rock internazionale, la quale cosa è in realtà un complimento, un modo per riconoscere dignità a un genere musicale che gli stessi adepti amano ghettizzare. Questa cosa Stefano non l’ha mai sopportata, e così anche altri ragazzi che non si capacitano di un simile trattamento riservato alla loro musica preferita.

Ciò che però ha sempre tenuto lontani i metallari dal mio negozio è la musica che ascolto. Mi guardano quasi con pietà, disprezzando l’ostinazione con la quale evito al mio lettore CD ogni parvenza di HM, puro o meno che sia. Perché poi, a ben vedere, almeno le novità del genere le ordino sempre ma ascoltarle è un supplizio che evito a me stesso e a tutti gli esseri umani che entrano qui dentro. Non posso fingere: l’heavy metal non mi piace. Non mi piace la prevedibilità di certa musica, e non mi piace lo strabordante immaginario fantasy che la accompagna. Fateci caso: si può riconoscere da ogni copertina di album HM la musica che c’è dentro. Direte che c’è della coerenza in tutto ciò. Senz’altro, ma che noia! Sempre teschi, mostri, spade e dragoni. Quando va bene, una bonazza disegnata che sputa fiamme o che impugna una spada. Per non parlare della musica: i gruppi metal sono gli unici a non sciogliersi mai, hanno carriere infinite durante le quali non cambiano mai stile altrimenti vengono abbandonati dal fedelissimo pubblico e dileggiati dalla critica. Pensate alla svolta elettronica dei Paradise Lost: furono accusati di tradimento dal pubblico e, allo stesso tempo, non conquistarono elogi da nessun critico, visto che avevano optato per una musica che non era nelle loro corde, perdendo così in credibilità. Se per un jazzista o per un gruppo indie rock sperimentare vuol dire fare spesso un salto di qualità, i gruppi metal sono condannati dalla loro stessa filosofia a restare sempre uguali. Al massimo cambiano il cantante, visto che spesso il vocalist nel metal non è colui che scrive le canzoni, caratteristica quasi unica nel panorama musicale.

Si può dire che l’heavy metal sia il genere musicale più conservatore che c’è, ma la politica non c’entra. E’ proprio un modo di essere. Al liceo mi era stato detto che il metal fosse la musica di destra, contrapposta al punk. Non è questo il punto. I metallari sono conservatori nello stile di vita, sono quasi sempre persone rassicuranti, che hanno famiglia e un lavoro stabile, sono educati e gentili. Una volta chiesi a un amico, fan degli Slayer, cosa ci trovasse in quella musica. “E’ l’unica valvola di sfogo che ho, è l’unica violenza che mi posso permettere nella vita”. Praticamente un manifesto. Se cercate la follia in un metallaro, se cercate un barlume di ribellione, cambiate strada.

Come faccio allora a cavarmela nel mio lavoro, in questo caso? Nordovest non ha uno scaffale per la musica classica. E’ una scelta, la musica classica è un mondo a parte, troppo colto, farei brutta figura ad approcciarmi con quei due clienti all’anno che me la chiedono. Probabilmente è un mondo troppo colto anche per Frosinone, nonostante la presenza di un apprezzato conservatorio. Il metal però devo venderlo perché ha mercato e perché chi lo ascolta non smetterà mai di farlo. E’ una mia convinzione maturata osservando le persone che conosco: a sedici anni siamo tutti metallari, se non smettiamo entro i diciotto lo saremo per tutta la vita! Dal 1993 al 1995 ero sul pezzo anch’io, con Iron Maiden, Queensryche, Carcass e Voivod. Se ci fate caso, quattro modi diversi di concepire il metallo. Proprio perché ho sempre detestato fermarmi nella ricerca delle emozioni musicali, era impossibile che potessi abbracciare quella che è un’autentica fede.

Il metallaro non conosce altri generi musicali. E’ religioso, monogamo, incrollabile. Per certi versi, una manna dal cielo. Ecco la chiave del castello a mio vantaggio: il metallaro compra a prescindere, quindi io devo semplicemente studiare le nuove uscite e integrare gli scaffali con qualche disco di catalogo per i più giovani appassionati. Non devo neanche ascoltare i dischi per dare consigli perché il metallaro non mi chiederà mai com’è il nuovo disco degli Iron Maiden. Non gli importa nulla, tanto deve comprarlo. Poi magari sarà lui a dirmi se gli è piaciuto.

Massimiliano, per esempio, è un cliente favoloso. Non dice una parola oltre a salutare e a ringraziare. Al massimo mi chiede come sto. E’ la prova vivente che se uno ha voglia di comprare metal da Nordovest può essere accontentato. Passa ogni sabato, di mattina, e non è mai andato via senza comprare almeno un CD. Finora ne ha comprati 405, quindi ha già ricevuto anche 20 dischi gratis. Di questi, 400 erano dischi metal, soltanto cinque (o magari sei o quattro, ma non di più) erano regali, cose tipo Ramazzotti e Pausini, ma la cosa più straordinaria è che di tutti questi me ne ha ordinati solo due, tutti gli altri li avevo ordinati io per il negozio. Alla faccia di chi vuole per forza il reparto metal! A Natale mi regala sempre una bottiglia di limoncello. E’ sicuramente il cliente con la percentuale di dischi comprati più alta rispetto alle parole che ci siamo detti. In generale, posso dire che i metallari sono i clienti più facili perché sanno quello che vogliono e perché sono persone equilibrate e pacifiche ma per fortuna, o per sfortuna, non si vive di soli cliché.

In dieci anni di Nordovest c’è stata un’eccezione che conferma tutte le regole ma si tratta di un tipo particolare, metallaro per sbaglio e per colpa di una ragazza. Avrà una trentina d’anni, e si vede subito che non è il massimo in fatto di equilibrio mentale. Ha una postura sghemba, il naso importante e una voce stridula che emette frasi in un italiano più che discutibile. I primi tempi comprava pop italiano da classifica. Un giorno, in tono confidenziale e con una certa teatralità mi chiese un consiglio determinante per la riuscita della propria serata galante. “Che mi consigli di comprare tra questi due dischi? Sai, stasera devo uscire con una ragazza e mi serve qualcosa per scaldarla”. Tiziano Ferro o Eros Ramazzotti? Dopo cinque secondi di panico, dovuti al fatto che un simile personaggio quella sera avrebbe avuto una ragazza da scaldare mentre io avrei scaldato al massimo i muscoli prima di giocare a calcetto, mi resi conto che non avrei potuto dargli una risposta adeguata. Senza entrare in dettagli a sfondo sessuale che non riguardano questo blog, non ho proprio idea di come la musica di quei due “artisti” possa eccitare una ragazza. Oddio, sono sicuro che in realtà la cosa sia possibile ma io una risposta non potevo darla. Il CD di Eros costava di più. Per una volta fui bastardo: “Ramazzotti, tutta la vita! Vai tranquillo! Vedrai che serata!”. A sentire lui, qualche tempo dopo, le cose erano andate bene, e per un po’ continuò a comprare un certo tipo di musica, dopodiché sparì. Non è che sia mai stato un cliente quotidiano, e neanche settimanale, però ero curioso di sapere che fine avesse fatto.

Si fece vivo dopo un anno. La sua postura era sempre sghemba ma più saltellante, più frizzante. Potrei dire che si muoveva in modo elettrico. Fece un giro per gli scaffali, senza dire niente. Riemerse dopo dieci minuti con un CD in mano: “Questa è roba da satanisti?”. Era la stessa persona che usava Ramazzotti per scaldare le fanciulle quel tizio che mi stava interrogando, in piedi davanti al bancone, con in mano il primo dei Black Sabbath“Certo, puoi dirlo forte!”.  Lo comprò. Dopo una settimana tornò, gasatissimo. “Che altra roba satanista mi consigli? Sai, ho conosciuto una ragazza, è una bomba. Domenica mi ha portato al mare, in macchina abbiamo sentito tutte queste musiche da satanisti, e gli* ho regalato quel CD. Poi abbiamo fatto un rito satanico, e c’erano pure altre ragazze. E’ proprio uno sballo!”. Così per settimane mi ha lasciato bei soldi per accaparrarsi album di Mayhem, Ozzy Osbourne, Celtic Frost e affini. Poi è sparito di nuovo. L’ho incontrato in banca un paio di volte, lo sguardo spento, non mi ha neanche salutato. Qualche giorno fa ho pensato a lui per questo racconto e, magicamente, si è materializzato. Ho avuto un sussulto: stavo servendo altri clienti ma l’ho osservato speranzoso. Chissà quale altra storia sentimentale stava per raccontarmi! Ha guardato lo scaffale dei dischi italiani, quindi la fase satanista (ma non avevo dubbi al riguardo) è finita ma probabilmente ha un’altra fanciulla da scaldare. Senza salutarmi, dopo un minuto di ricerca elettrica ma disconnessa, è andato via. Forse ha avuto un ripensamento. Forse è andato a comprare dei fiori o dei cioccolatini per scaldare la sua bella. Fatto sta che mi ha lasciato così. Deluso e ammutolito.

*(come vi dicevo, il suo italiano è discutibile)

 

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